×

Press

download
Commenti disabilitati su TUTTO IL BUONO DELLE LANGHE

TUTTO IL BUONO DELLE LANGHE

LIBERI TUTTI, IL CORRIERE DELLA SERA – 23 NOVEMBRE 2018

 

TUTTO IL BUONO DELLE LANGHE

Un viaggio tra osterie storiche (come quella amata da Gérard Depardieu) e ristoranti gourmet a caccia del tartufo bianco d’Alba, classico nei tajarin o creativo nei bottoni di pasta verde alla fonduta di raschera

di Gabriele Principato

Gioacchino Rossini definiva il tartufo «il Mozart dei funghi». George Byron lo teneva sulla scrivania perchè l’aroma gli «nutriva» la fantasia. I componenti di Casa Savoia se ne appassionarono sin da quando nel 1631 occuparono le Langhe. Oggi il tartufo bianco d’Alba è conosciuto in tutto il mondo, anche grazie alla Fiera Internazionale a lui dedicata che durerà ancora per tutto il week end. E le sue zone di provenienza sono metà di turisti e appassionati mossi dal desiderio di provarlo nei piatti classici delle osterie tipiche, come «Da Gemma» e la «Locanda dell’Arco», o in quelli creativi di locali gourmet quali «Marc Lanteri Al Castello», «La Madernassa», «Fre» o «La Piola», il bistrot del tristellato Enrico Crippa.

Cattura

[…]

6) RISTORANTE FRE CON CANTINA

All’interno di Réva, un resort con spa e cantina immerso nelle vigne da cui vengono le uve usate per produrre il pluripremiato Barolo Ravera, c’è il ristorante dello chef Paolo Meneguz. In carta piatti al tartufo bianco e preparazioni creative come le lumache, spinaci e cavolfiore o i tortelli, anguilla ed erbe amare.

Località San Sebastiano 68, Monforte d’Alba

 

download
Commenti disabilitati su I COLORI D’AUTUNNO RIEMPONO UN LUOGO DI CHARME

I COLORI D’AUTUNNO RIEMPONO UN LUOGO DI CHARME

CHEFINGREEN.IT – 7 OTTOBRE 2018

I colori d’autunno riempono un luogo di charme

Da Marcella Fossetta

Cattura

Quando il giallo ed il rosso invadono il paesaggio, gli occhi mi si riempono di gioia, anche se è segno di autunno. Venire nella Tenuta San Sebastiano, immersa tra i vigneti di Monforte d’Alba e scoprire che da una parte si gode il panorama delle vigne e dall’altra un piccolo, ma simpatico percorso di golf ti può rendere la giornata ricca di sport, buon vino e buon cibo, che dire?

Dal recupero della Tenuta San Sebastiano, immersa tra i vigneti di Monforte d’Alba, in Piemonte, Réva è un progetto interessante perchè oltre a mantenere la tradizione del territorio si è posto di reinterpretarla, sperimentando, non solo in nuovi vini, ma legando ai prodotti del territorio, come giusto, una cascina convertita all’ospitalità, con il panorama di vigne che ne fanno da corolla. Sono vari edifici, camere, spa, piscina e ovviamente un ristorante. E’ bello moderno piacevole, con una terrazza che in estate permette di cogliere la bellezza del paesaggio langarolo, 12 spaziose camere che si affacciano sui vigneti, una moderna spa ricavata nelle antiche cantine, una piscina interna, una piscina esterna con vista panoramica e un piccolo campo da gold, due ettari in erba naturale che si snodano fra ondulate colline, boschi e filari. Sullo sfondo, la catena delle Alpi abbraccia le colline con cime a volte innevate, tra cui si staglia il Monviso.

E poi una cucina che lo chef Paolo Meneguz, tanti anni nella cucina di Caino, e da qualche tempo arrivato qui, a prender le redini di questo ristorante che racconta con stile e piacevolezza.

«Dalla terra alla tavola lavoriamo per abbattere le separazioni. Territori, fornitori, chef, brigata e sommelier sono per noi componenti da considerare sullo stesso piano, elementi paritari che compongono la ricchezza olistica di un’esperienza culinaria». Cosa dire in risposta se non che questo giovane con esperienze interessanti ha trovato e porta nel Ristorante Free, aperto nel 2016, il desiderio di sperimentare con quello che la natura offre intorno in questa terra ricca di tutto e la porta in tavola, solo materie prime del territorio, esclusivamente da piccoli fornitori locali, con la voglia di spiegare e quindi di coinvolgere il cliente creando dei legami con esso. Infatti i piatti, sono fatti di ingredienti. Il cliente li seleziona in base ai suoi gusti, lasciando la composizione alla creatività dello chef. Con i vini la medesima procedura, tutto per arrivare all’esperienza del cibo come un invito a cena, dove il padrone di casa offre il meglio di ciò che il territorio produce.

L’obiettivo così è quello di offrire un ponte tra l’accoglienza di lusso e la conoscenza diretta della vita quotidiana di questi luoghi, dei loro sapori, della bellezza paesaggistica, delle eccellenze enologiche, gastronomiche, artigianali. Beh già il nome scelto “Free” che altro non vuol dire che “Fabbro”, in dialetto, come lo dimostrano i grossi chiodi da legno forgiati a mano per portaposate. Il legno, il ferro, il cuoio, il fuoco, la pietra sono i materiali utilizzati. I locali del ristorante nascono dal recupero di una vecchia officina di fabbro, in piemontese fré, dove materie elementari venivano forgiate dopo un estenuante lavoro fisico. Per recuperare questa dimensione artigianale e ancestrale, ogni particolare è stato studiato nei dettagli: tavoli di legno naturale delle valli cuneesi su cui si mangia senza tovaglia; sotto bottiglie in cuoio; ceramiche artigianali in gres; chiodi di ferro battuto; argenteria personalizzata.

Réva Vino&Resort

E i vini? La selezione dei vini, che si compone di oltre 500 etichette, è affidata alla gastronoma Isabel Oberlin, in una continua ricerca tra tradizione ed innovazione, come si spiega “Accanto ai nomi più blasonati del Piemonte, ho inserito piccoli produttori, giovani che hanno scommesso su vini e vitigni autoctoni del territorio di Langhe, Roero e dell’Italia intera. Ma anche etichette provenienti dall’estero, selezioni guidate dalla curiosità e l’amore per per le migliori zone vitivinicole al mondo, da tutti i continenti”.

Mi aveva incuriosito anche il nome Réva che l’autista, che mi aveva portato, molto sicuro aveva detto volesse dire Ripa, sempre in dialetto, mentre poi, in una chiacchierata con il proprietario abbiamo scoperto un altro significato, ma ben più in linea con il prodotto.

Miro Lekes, che viene da Brno, in Repubblica ceca dove fa l’imprenditore, ci ha spiegato che è la traduzione dalla sua lingua di Grappolo. Lui ha desiderato trasformare questo suo acquisto, come ha raccontato fatto via internet durante la notte, da cascina in un luogo di confort, ma non di lusso, anche se io il lusso, lo ho trovato nella piacevolezza del luogo, nella cucina e nel percorso di nove buche pitch and putt, veramente carino che ho giocato con lui e l’enologo Gianluca Colombo.

Gianluca non ha molto tempo e desidererebbe apprendere bene questo sport rilassante ma, gestisce vigneti in alcuni dei più importanti cru di Langa: Ravera a Novello, Lazzarito a Serralunga e Cannubi a Barolo. 7,5 gli ettari attualmente in produzione, di cui 4 sono vitati a nebbiolo; 1,5 a barbera; 1 a dolcetto e 1 a sauvignon.

vigneti_réva_monforte_alba_vino

Tutti i vigneti sono a conduzione biologica e seguiti direttamente dallo staff interno. I loro vini, sono vini che puntano sull’eleganza, la pulizia, la bevibilità. Non hanno scelto vini ridondanti, scontrosi, ma accessibili, capaci di raccontare la propria storia a tutti, con obiettivo primario la valorizzazione delle varietà tipiche del territorio: dolcetto, barbera, nebbiolo.

Ecco quindi che la scelta di un team giovane fa di questo luogo un speciale esempio, grazie all’entusiasmo e alla competenza, maturata in anni di lavoro al fianco dei migliori interpreti del vino piemontese, il team di Réva è riuscito a a creare un’armonia perfetta tra innovazione e tradizione.

2013 Anno di nascita

25 Dipendenti tutti under 35

7,5 Ettari vitati

4 Vitigni

6 Vini

40.000 Bottiglie prodotte

ma non solo se volete numeri eccone altri

30 chiodi portaposate

1 tavolo degli amici

498 etichette in cantina

5 ore di foraging la settimana

26 fornitori artigianali

10 giovani di 4 nazioni nel team del FRE

download
Commenti disabilitati su PORZIONI CREMONA

PORZIONI CREMONA

PORZIONI CREMONA – 4 OTTOBRE 2018

Cattura

Fre a Monforte d’Alba

Gio, 04/10/2018 – 13:25

Si scende per arrivare a questa nuova e funzionale struttura, una cascina convertita all’ospitalità, ma poi si scopre che il panorama di certo non manca con le vigne a corolla intorno. Sono vari edifici, camere, spa, piscina e ovviamente un ristorante. E’ bello moderno piacevole, con una terrazza che in estate permette di cogliere la bellezza del paesaggio langarolo. Sono anche tutti giovani, sia in sala che in cucina, il che non guasta. Armin, che ci accoglie, l’avevamo già conosciuto al Castello di Guarene e a Emergente Sala, Paolo Meneguz tanti anni nella cucina di Caino ed è da qualche tempo arrivato qui a prender le redini della cucina. Cucina che senza problemi propone con buon ritmo le ricette ben fatte, dove si alterna un po’ del sacro territorio (nelle Langhe è ben difficile ignorare certe legami), ad aperture verso stimoli ben più lontani. Alla fine tutto risulta gradevole, dalla sala alla cucina, dall’ambiente al servizio, ma ci si alza con un qualcosa che ti sembra mancare: un piatto che ti ricordi bene, l’emozione che ti ha fatto sussultare. Ecco, da tanti giovani forse ci aspettiamo anche qualche nota graffiante in più, quella combinazione di sapori che non ti aspetti e che si imprime nella memoria anche a rischio di sbagliare qualcosa.

1

l’ingresso

2

Paolo Meniguz con la sala: Armin Causevic, Martina Migliazzo, Alessandro Domenicale

3

interno

4

la bella sala moderna

5

in cucina: Paolo Meneguz con Giacomo Molino e Alessandro Ronco

1

accanto al tavola dello chef

2

la terrazza

3

con vista sulle vigne

4

e sul giardino della Villa

5

ancora la terrazza

7

aperitivo

8

da vicino

9

stuzzichino: pandisegale e patè

10

il cestino del pane

1

baccalà, tacos di mais, prezzemolo e salsa aioli

2

da vicino

3

Battuta di capriolo, piantaggine e yogurt

4

da vicino

5

Plin con ripieno di piselli e trota affumicata

6

da vicino

7

Raviolo cotto al vapore ripieno di lingua di vitello e crema di biete

a

da vicino

8

Castrato di capretto, yogurt, polvere di luppolo e albicocche al forno

9

da vicino

Cattura

Coniglio, peperoni e gel all’Arneis

1

da vicino

2

predessert, il sorbetto

3

Panna cotta con caramello di carota e prugna gialla

4

la struttura

download
Commenti disabilitati su UN WEEKEND D’AUTUNNO TRA LANGHE E ROERO: DOVE MANGIARE

UN WEEKEND D’AUTUNNO TRA LANGHE E ROERO: DOVE MANGIARE

IDENTITAGOLOSE.IT – 27 SETTEMBRE 2018

download

Un weekend d’autunno tra Langhe e Roero: dove mangiare

Sedici indirizzi selezionati dalla Guida di Identità Golose in una delle zone a più alta densità di cucine d’autore d’Italia

 

Una destinazione che, per molte buone ragioni, diventa davvero perfetta durante l’autunno. A spasso tra Langhe e Roero, tra vigneti e vendemmie, in cerca dei primi tartufi e con una grandissima scelta di tavole gourmet a cui accomodarsi. Buon divertimento!

 

FRE’ del Réva Monforte – località San Sebastiano, 68, Monforte d’Alba (Cuneo), +39 0173 789269, www.ristorantefre.it

Il luogo è incantevole, incastonato tra le colline di Monforte, circondato da boschi e filari. La struttura è una vecchia tenuta di campagna, completamente restaurata e che accoglie una cantina (Réva) e un resort di lusso garbato. E lì, negli spazi in cui c’era un fabbro (il frè, in dialetto), adesso c’è il Frè, ai cui fuochi Paolo Meneguz – giovane cuoco dal curriculum di livello (molti anni nelle cucine di Ciccio Sultano, Nadia Santini e Valeria Piccini) – batte sul ferro delle padelle e forgia una cucina di nuova tradizione piemontese. Leggi l’intera recensione di Luca Iaccarino

download
Commenti disabilitati su TI PORTO AL RISTORANTE

TI PORTO AL RISTORANTE

TI PORTO AL RISTORANTE – 14 SETTEMBRE 2018

 

download

 

Fre ristorante e bistrot: un’indimenticabile gita in Langa

 

I Piemontesi si dividono in due categorie: quelli che hanno casa in Liguria e quelli che amano regalarsi un weekend di relax tra le bellissime colline delle Langhe. A un passo da casa, le Langhe sono una destinazione amatissima da tutti i gourmet. Terre di prodotti straordinari (dalle nocciole al tartufo, passando ovviamente per il vino, famoso in tutto il mondo), le Langhe ospitano anche una quantità innumerevole di buoni ristoranti.

Cattura

Cattura

Uno di questi, che promette di arrivare davvero ai vertici della gastronomia della zona, è il Ristorante Fre, guidato dal giovane e bravissimo chef Paolo Meneguz. La sua mano sicura e capace interpreta splendidamente tutti i prodotti di queste terre, e trova i suoi vertici sulla carne, specialmente sulla selvaggina. Figlio di un cacciatore, Meneguz sa maneggiare la materia prima selvatica come pochi altri suoi colleghi, e mette in carta (assolutamente da provare) uno straordinario capriolo.

ristorante_fre_réva_monforte_langhe

Ma facciamo un passo indietro: il Fre (in dialetto locale, “fabbro”) è un curatissimo ristorante, con un servizio accogliente e preciso, un posto dove nessun dettaglio è stato lasciato al caso, e su tutti i materiali dominano legno e ferro. Alle pareti delle sale con soffitto a volta di mattoni si trovano bellissimi quadri d’arte moderna (la moglie del proprietario è una gallerista).

Il ristorante si trova all’interno del bellissimo resort Réva di Monforte d’Alba (nato accanto all’omonima cantina, che propone anche la degustazione di vini): una decina di camere, spa e piscina perfette per un weekend romantico.

Come dicevamo, il Fre è il regno di Paolo Meneguz, che omaggia i sapori locali con due menu degustazione: il “Fre in 4 piatti (50 euro) e “Nelle mani di Paolo” (65 euro), e con una carta intrigante, che comprende:

Capriolo, piantaggine, yogurt

Plin, piselli, trota

Tajarin, coniglio, pesca

Coda, ciliegie

Coniglio, peperoni, Arneis

Panna cotta alla camomilla

Cattura

Cattura

Perfetto per una gita veloce da queste parti è anche il menu del Fre bistrot, che permette di assaporare tutti i piatti più tipici delle Langhe con una spesa contenuta (indicativamente sui 25-30 euro). La pasta fatta a mano dallo chef è veramente ottima (abbiamo voluto a tutti i costi fare il bis!), le porzioni generose, il servizio ha la stessa identica cura di quello del ristorante. Ogni piatto del bistrot ci ha veramente conquistato, tra quelli che abbiamo assaggiato:

tajarin al ragù (eccezionali!)

agnolotti del plin (immancabili!)

vitello tonnato

insalata russa

battuta di fassone (tagliata a quadratini e condita in maniera ineccepibile, accompagnata da chips di nocciola).

Cattura

Siamo certi che Paolo Meneguz farà davvero tanta strada, diventando uno dei prossimi punti di riferimento per la grande cucina langarola. I numeri ci sono tutti, staremo a vedere e in bocca al lupo!

Ristorante FRE e FRE Bistrot

Loc. San Sebastiano 68, Monforte d’Alba (CN)

https://www.ristorantefre.it/

download
Commenti disabilitati su FALSTAFF

FALSTAFF

FALSTAFF –  SETTEMBRE 2018

 

20180913102415486_0001

 

TIPS & ADRESSEN

Cattura

HOTELS

[…]

REVA (8)

Liegt etwas außerhalb von Monforte Richtung Dogliani. Sehr ruhig, neu eingerichtete Zimmer.

Im angeschlossenen Restaurant “Fre” ist ein junges, engagiertes Team am Werk.

Località San Sebastiano 68, 12065 Monforte d’Alba

T: +39 0173 789269, www.revamonforte.it

[…]

download
Commenti disabilitati su CHEF MENEGUZ: “S’IMPARA FUORI DALLA CUCINA, NEL TERRITORIO”

CHEF MENEGUZ: “S’IMPARA FUORI DALLA CUCINA, NEL TERRITORIO”

 

Il trentaduenne Cappello Bianco racconta la sua arte culinaria sperimentale e svela la ricetta dei “Tajarin con coniglio e pesca”.

 

download (1)

 

Classe 1986, Paolo Meneguz ha viaggiato per circa dieci anno lungo tutta la Penisola, da Nord a Sud, passando dalle cucine di Ciccio Sultano, Nadia Santini e Valeria Piccini. Dall’ottobre del 2016 è al timone della cucina del Ristorante FRE del Réva di Monforte d’Alba, in Piemonte, un agriturismo giovane e a sostenibilità integrata nel cuore delle Langhe del Barolo. E a Tgcom24 dice: “Uscire dalla cucina, camminare nel territorio, imparare a riconoscere e trattare gli elementi spontanei che qui crescono. Credo sia questo il segreto per una cucina consapevole e davvero sperimentale”.

La cucina di Meneguz, grande appassionato di wild food, caccia e pesca, si foraggia attraverso una continua riscoperta del legame tra territorio e materie prime. E al FRE, che si ispira a un concetto di ristorazione globale e olistica, e che valorizza il territorio attraverso l’emozione del gusto, la fisicità del tatto, la meraviglia del paesaggio e il ricordo della tradizione, trova la sua massimo espressione.

Ecco l’intervista raccolta dal Tgcom24 al promettente professionista del gusto.

 

Un ingrediente di cui non puoi fare a meno?

La selvaggina. Essendo figlio di un cacciatore, è una delle cose alle quali non riesco proprio a rinunciare

 

Qual è il primo piatto che ti ricordi di aver cucinato?

L’insalata russa

 

Descrivi la tua cucina in tre aggettivi.

Territoriale, essenziale, curiosa

 

Se fossi una canzone, che canzone saresti?

T.N.T. degli AC/DC

 

Qual è un tuo difetto?

Non sono un tipo molto puntuale e ho la memoria abbastanza corta

 

E un tuo pregio?

Trovo sempre il lato positivo in tutto

 

Cosa avresti fatto se non avessi fatto il cuoco?

Molto probabilmente l’enologo

 

LA RICETTA: “TAJARIN CON CONIGLIO E PESCA”

INGREDIENTI:

  • 500g farina “0”
  • 375g tuorlo d’uovo pasta gialla
  • 1 coniglio di fattoria
  • 500g di pesche appena mature
  • 200g di cipolla tritata
  • 200g di sedano tritato
  • olio extravergine di oliva e sale

 

PROCEDIMENTO:

Impastare la farina con i tuorli fino ad ottenere un impasto liscio. Avvolgere nella pellicola e trasferire in frigo per almeno mezz’ora.

Stendere la pasta con la sfogliatrice e ricavare i tajarin, conservare sopra un canovaccio ben infarinati.

Pulire le pesche, tagliarle a pezzi e saltarle in padella con un filo d’olio. Frullare e regolare di sale.

Disossare il coniglio e legarlo con lo spago. Arrostirlo in forno a 180° C. Nel mentre rosolare la cipolla ed il sedano. Quando saranno dorati aggiungere il coniglio tagliato grossolanamente a coltello e rosolare con vino bianco. Aggiustare di sale e conservare in frigo.

Cuocere i tajarin in acqua bollente, scolarli e saltarli con il ragù di coniglio mantecando bene.

Disporre la salsa di pesche sul piatto ed adagiarvi sopra i tajarin al coniglio.

 

Di Indira Fassioni www.nerospinto.it

 

 

download
Commenti disabilitati su SCATTI DI GUSTO

SCATTI DI GUSTO

SCATTI DI GUSTO – 16 AGOSTO 2018

 

Cattura

Langhe. Viaggio stampa per immergersi nei vigneti del Réva Resort

16 agosto 2018 – Ristoranti

Langhe vuol dire vigneti a perdita d’occhio.

E io sono qui per il vino. E per il cibo.

La meta è il Réva, resort adagiato nel cuore delle Langhe del Barolo – in una valle incoronata da vigneti – che ha al suo interno il ristorante Fre. E che non a caso ha come sottotitolo vino & resort.

“Che cosa vuol dire Fre?” “Fabbro, in dialetto”.

_MG_1582

In effetti, al ristorante Fre sulla tavola, grossi chiodi forgiati a mano sono i portaposate. E le posare sono particolari. Ma anche le stoviglie, i bicchieri, i piatti – intesi sia come contenitori che come portate.

Réva Vino&Resort

_MG_4476

“E cosa vuol dire Réva” “Ripa, in dialetto” risponde l’autista che ci conduce a destinazione. “Grappolo, in ceco” risponde Miro Lekes, imprenditore di Brno, fondatore del resort. Vera, ufficiale, è la seconda risposta. Ma mi ha colpito anche la prima. Perchè da misura di come un luogo può risuonare in un nome, di come un nome può essere compreso in un luogo.

Lekes, che ha acquistato la proprietà d’impulso (online) e l’ha ristrutturata con gusto, lentezza e dovizia, voleva tradurre l’amore per l’Italia in concreto. Ma anche in lusso. In bellezza sostenibile. In impresa.

Così nel 2013 è nato il Réva (con piscine, spa, golf 9 buche, cantina e un team misto, locale e internazionale, solido, capace di relazionarsi con una clientela esigente, coordinato da Daniele Scaglia) cui ha fatto seguito, due anni fa, il Fre.

Cattura

A dirigere la cucina del Fre c’è Paolo Meneguz, nato nel 1986 e con un curriculum che include le cucine di Ciccio Sultano, Nadia Santini, Valeria Piccini, con la quale. soprattutto, ha iniziato a “giocare”.

Grande appassionato di cucina selvatica, foraging, caccia e pesca, tartufi, traduce tutto questo nelle sue proposte culinarie.

Cattura

Gli ingredienti anche sulla carta saltano all’occhio in una bella forma di concretezza.

Cattura

nhhh

a

Cattura

Cattura

I piatti della nostra cena sono nelle foto che scandiscono questo articolo: paté di coniglio su crostino con zeste di limone; tartare di capriolo; tapas di baccalà (decorate con groppi di uova di trota); trota come in carpione (cioè marinata in aceto e vino e servita con chips di cipolle, uova di trota, leggera ajoli); Carnaroli, cagliata acida, albicocca (me ne sono innamorata! Che bella l’albicocca Fresca in un risotto estivo).

Cattura

a

nhhh

E poi coniglio, peperoni, Arneis; un sorbetto rossissimo fragola e bitter, delle dimensioni di una quenelle, la cui unica colpa è quella di essere sparito prima della foto; spuma di pesca, bitter, pesca a cubetti (la spuma di pesca ha suscitato wow sinceri); un trenino di bocconcini dolci che alternava un macaron alle nocciole e composta di ramassim a una tartelletta cioccolato bianco e limone e polvere di fragole.

Cattura

Il piatto-signature di paolo Meneguz? I plin, ripieni di Castelmagno, saltati in fondo di cipolla arrosto, dal colore intensamente caramellato. Se guardate il menu, i plin sono più o meno sempre in carta ma non sempre preparati allo stesso modo. Con questi di cui sopra, per esempio, poichè il piatto arriva in tavola coperto, il cliente sente il profumo di cipolla ma comprende solo dopo la sorpresa, con la vista.

I prezzi? Antipasti, una media di 16 €, primi sui 16 €, secondi sui 20 €, dolci, due percorsi degustazione di 4 piatti a 50 € e di 7 a 65 €, combinabili enologicamente con “il Piemonte in 4 sorsi” (30 €) o “Fatti sorprendere” con la possibilità di assaggiare vini di 7 giovani produttori, vitigni autoctono, etichette rinomate.

Cattura

Nei nostri calici, a bordo piscina, prima di cena, il Viola della Cantina Réva: un Metodo Classico da uve Pinot Nero 20% e Chardonnay 80% offerto solo agli ospiti del Resort. Poi la Barbera, il Barolo della casa. Ma la cantina del Fré ha circa 500 etichette, italane ed estere. E l’azienda gestisce due enoteche in zona: Gallo Wine Gallery a La Morra (Cuneo), e a Neive, l’Enoteca Comunale.

L’attuale produzione annuale delle cantine Réva ammonta a circa 60.000 bottiglie, con l’obiettivo, aggiungendo nuovi impianti, di giungere a 80-85.000. In vigna, Dolcetto, Barbera, Sauvignon Gris, Malvasia Moscato. In cantina. botti francesi, austriache e di Slavonia più due anfore, con cui l’enologo Gianluca Colombo conduce sperimentazioni sul Nebbiolo. Viticoltura condotta con criteri 100% biologici: Réva si presente come un luogo produttivo e organico.

Cos’altro fare al Réva per nutrire corpo, anima e cervello

Cattura

Al Réva c’è da ascoltare musica, jazz, ma non solo. Noi abbiamo ascoltato il chitarrista Filippo Cosentino dal vivo durante l’aperitivo al tramonto. Andare a piedi nudi sul green.

Fare cromoterapia nella SPA.

Cattura

Nuotare in piscina a tutte le ore: al mattino è più ombreggiata, alla sera il tramonto è un bacio rosa e si può chiedere un calice di Viola a bordo vasca.

Cattura

Fare colazione con un pane appena sfornato le cui fette sono a forma di cuore. Sgranocchiare grissini croccanti con la testa morbida, sabbiati di farina. Prendere una bici, l’auto, le scarpe da trekking e sparire per ore nelle Langhe.

Ma tornare per cena.

Réva vino & resort e ristorante Fre. Località San Sebastiano, 68. Monforte d’Alba (Cuneo) – +39 0173 789 269

[Immagini: iPhone di Daniela, G. Galleano – ufficio stampa Réva-Fre]

#barolo #Langhe #Piemonte


Cattura

Daniela Ferrando

Milanese, trent’anni di copywriting e comunicazione aziendale. Le piace che il cibo abbia le parole che merita: è cultura. Parlando molto e mangiando poco, non si applica nel suo caso il “parla come mangi”.

Cattura
Commenti disabilitati su RÉVA SOUND

RÉVA SOUND

STEFANIA TURATO – 8 AGOSTO 2018

RÉVA SOUND

1

Resort of wine. Tra piatti e note musicali

Una sosta immersiva al Resort Réva Monforte

2

Decidere di fermarsi in un luogo più di qualche ora, un paio di giorni, ecco, potrebbe metterci in connessione, in comunicazione con quello che ci sta attorno, a perdita d’occhio.

La breve immersione nel relax totale di Réva, mi ha fatto interpretare, comprendere, ASCOLTARE e a volerlo pensare come uno spartito, si sono andate a comporre note, momenti che durano un attimo, minime, semiminime, pause… Ma quanto dura un attimo?

Réva che significa grappolo in lingua Ceca, è la struttura di Miro Lekes che mi ha ospitato per una giornata, in questa mezza estate.

Grazie all’aiuto di Daniele Scaglia, Head Manager, Miro Lekes ha visto sorgere al posto del rudere San Sebastiano, comprato in un getto istintivo, una preziosa unità ricettiva tra le colline di Monforte delle Langhe, riconosciuti Patrimonio dell’Unesco.

Innamorato della conca su cui poggiano i vigneti di Dolcetto, Barbera, Sauvignon Gris (preziosissima piccola produzione, ancora non in commercio) e una parcella di Malvasia Moscato, il broker farmaceutico acquistò il rudere dal suo ufficio a Brno, collegandosi a yahoo.

Lavori e ristrutturazioni che hanno reso il Resort indipendente dal fabbisogno energetico grazia all’impianto fotovoltaico e alla presenza di un pozzo che fornisce acqua fresca a tutta la struttura e al Campo da Golf.

In tutto ci sono: piscina, interna e esterna, spa, ristorante Fre, campo da Golf, spazio all’aperto per area bbq.

Immersi, in uno spartito di momenti, per un giorno e mezzo da Réva Resort, è stato come scivolare in una composizione musicale. 

Non sarebbe quindi potuto mancare un musicista vero, Filippo Cosentino.

E’ appena uscito il suo nuovo ultimo lavoro: si chiama Andromeda, la cui energia viene dalle stelle, mi chiederei io?

Nella location di Réva, la sera della cena al ristorante che sto per descrivere, ha suonato Filippo, alcune sue composizione per chitarra classica (anche flamenca) e che Filippo lega la sua appartenenza al vecchio continente, l’Europa, che è per lui, terra non luogo, considerata ideale per la mente, per l’ispirazione che gli fornisce.

Della casa discografica NAU records (www.naurecords.com) alle sue composizioni, egli aggiunge momenti improvvisativi, proprio come si esprime la vita, occasionalmente, fortuitamente, imprevedibilmente. Ha conseguito la sua laurea presso il Conservatorio G. B. Martini di Bologna.

Nel primo lavoro di Filippo Cosentino ha suonato Fabrizio Bosso, tromba e flicorno. Filippo, apprezza moltissimo Fabrizio Bosso.

Di recente ritornato in langa da una tournée in Cina, sentiremo Filippo Cosentino a Milano, il prossimo mese di Novembre, il giorno 22 al Teatro Fontana.

3

1

LO CHEF PAOLO MENEGUZ E IL SUO STAFF DI CUCINA E DI SALA DEL RISTORANTE FRE

Non vedevano l’ora di portare i piatti al tavolo, i ragazzi di sala, con l’emozione di raccontare il piatto prima che lo potessimo assaggiare.

Lo Chef, pulito, bravo, rassicurante, solido, presente (che bello averlo al tavolo)

Paolo Meneguz ci racconta che dopo una lunga esperienza, ha iniziato a lavorare e divertirsi con la materia prima a fianco di Valeria Piccini.

Sono stata accompagnata durante la cena dagli ingredienti sceltissimi, elaborati assieme come in un gioco, in un grande insieme che si muove come questo universo. Io sono rimasta deliziata. Mi ha particolarmente colpito la Salsa Guacamole (rinfrescante per me), il risotto con le albicocche fresche e la cagliata di capra.

4

5

Tutto questo sul menù non c’è scritto. Vengono riportati gli ingredienti della portata ed è quindi una sorpresa per la vista, l’arrivo del piatto… (emozione). Blind Tasting.

Poi ancora, ho assaggiato: il coniglio e il peperone. Piatto bilanciato, profumatissimo, succulento.

Dulcis in fundo, qualcosa che mi porterò per molto tempo in mente: pesca fresca e spuma di mandorla.

6

Io mi farei accompagnare nel menù 10 portate che il ristorante propone per un viaggio culinario tout court…tanto il mattino dopo, ci si butta in piscina per smaltire gioiosamente!

Per tutti gli amanti della mise en place al ristorante, chiodi della bottega del fabbro sono stati rifiorgiati per appoggiare le posate che pure si offrono al commensale come una forma grezza artigianalmente voluta (FRE in piemontese significa fabbro) e al suo posto vi era la bottega di un fabbro.

Per non parlare della lucentezza e sofisticata trasparenza dei bicchieri “all around” di magnifica fattura: soffiati a bocca, prodotti 300 pezzi al giorno da MT in Austria, distribuiti in esclusiva dalle Enoteca GWG di La Morra.

I VINI E LA CANTINA

Il Viola, bevuto a bordo piscina, è un Metodo Classico prodotto da uve Pinot Nero 20% e Chardonnay 80% offerto solo agli ospiti del Resort. Ciò significa che non vengono prodotte abbastanza bottiglie per poterle rivendere.

Carina la scelta del bicchiere tulipano in plastica per la piscina, non manterrà la temperatura del vino come il cristallo, ma la trasparenza comunque rende giustizia al vino e giusta piacevolezza a bordo piscina.

In cantina, botti francesi, austriache e di slavonia che vedono il vino da uve Barbera e Barolo.

Le anfore, la novità, appena due di numero, verranno utilizzate dall’Enologo Gianluca Colombo a titolo di sperimentazione sul Nebbiolo.

La Barbera

Si presenta nella sua veste più imperiale, rossa rubino, di grande freschezza, omogeneità e materia, avvolta nel passaggio in legno che la rende più docile. Servita a 15°C risultava perfetta con risotto alle albicocche fresche e cagliata di capra.

Il Barolo

Imperioso, il 2014 è l’assemblaggio (alla vecchia maniera) di tutti i vigneti, tutti i crus, compreso il Ravera.

Di stoffa, minerale, fine mi ha regalato note di viola di sottofondo, inchiostro, china e poi…sappia telo, io l’ho bevuto!

In totale, la produzione totale della Cantina Réva attualmente ammonta a circa 60.000 bottiglie.

La sera, al Rèva Resort, si tengono gli aperitivi musicali sulla terrazza del Ristorante FRE, la musica si spande morbida sulle colline di Langhe che lascio ma, vorrei ritrovare, presto.

images
Commenti disabilitati su “STATE FRESCHI” C’É IL GIOVEDÌ IN LANGA – CRONACA QUI

“STATE FRESCHI” C’É IL GIOVEDÌ IN LANGA – CRONACA QUI

TORINO CRONACA QUI – 19 LUGLIO 2018

 

MONFORTE D’ALBA Il trio La Mouche ospite dell’aperitivo di oggi alla tenuta Réva

“State freschi”, c’è il giovedì in Langa

Cattura

La splendida terrazza della tenuta Réva

Bere gli aperitivi proprio là dove il frutto di Bacco nasce, immersi nello splendido panorama delle Langhe. E, soprattutto, lontano dal caldo e dall’afa della città. Si ripete anche stasera (come ogni giovedì fino al 9 agosto) l’appuntamento con “State freschi”, l’iniziativa organizzata dal giovane team del Réva Vino&Resort di Monforte d’Alba dedicato ai turisti che passano per quelle colline o a chi desidera trascorrervi qualche giorno di relax. Non un luogo qualunque il Réva, ma un vero e proprio progetto di sostenibilità nato fra quelle meravigliose vigne (qui siamo in frazione San Sebastiano) diventate patrimonio dell’Unesco. Un concetto di agriturismo che va oltre il lisso dove non esiste la televisione e ogni particolare, la spa, la piscina, il campo da golf si sviluppa e cresce con la natura e con il frutto, ossia il vino, che da questa terra prende vita. E così che nasce “State freschi”, come un’occasione per gustare i prodotti delle vigne di San Sebastiano fra intrattenimento, cordialità e musica di sottofondo. Il tutto, ovviamente, accompagnato dalla cucina dello chef Paolo Meneguz, classe 1986, già noto a molto per la sua selvaggia creatività in odore di Stella. Ogni giovedì, sulla splendida terrazza del ristorante Fre, va in scena così uno spettacolo unico, a stretto contatto con la natura. Ad allietare l’aperitivo oggi è prevista l’esibizione del trio La Mouche, un trait d’union fra il mediterraneo, il reggae roots e il mondo patchanka. Una band che si diverte e improvvisa con il pubblico rivisitando brani famosi alternati ad originali.

Nel repertorio musiche di Conte, Sting, Marley, The Beatles, Djavan, Pino Daniele e molti altri tutti nella chiave La Mouche.

Al di là del concerto aperitivo di questa sera, chi desidera trascorrere un’intera giornata di vacanza può farlo accedendo fin dalle 10 del mattino alla spa, nata dove una volta c’era la cantina delle botti, per poi rilassarsi in piscina sotto il sole (info e prenotazioni 0173.789269; www.revamonforte.it).